Lavoro: crescono i contratti a tempo indeterminatoSecondo i dati Inps crescono i contratti a tempo indeterminato, il presidente del consiglio Matteo Renzo ha dichiarato: "Con il Jobs Act è stata imboccata la strada giusta". Tuttavia, secondo Mediobanca S.P.A non possiamo ancora definirci un paese competitivo. Dunque sono cresciuti i contratti a tempo indeterminato e secondo gli ultimi dati dell'Inps, il mercato del lavoro è divenuto stabile. Renzi ha aggiunto soddisfatto: "La riforma del lavoro è un'occasione da non perdere". Mediobanca però ha frenato l'entusiasmo ed ha avvertito: "La crisi non è ancora finita". 

Copyright © All Rights Reserved - We-News.com

Lavoro più stabile e minore precariato rispetto allo scorso anno, è quanto è emerso dai dell'osservatorio Inps, per i primi 6 mesi del 2015, ci sono state 4 assunzioni su 10 con contratti non precari.

Andiamo ad esaminare meglio i dati riportati.

Il lavoro, da Gennaio a Giugno di quest'anno, ha visto l'assunzione di ben 952.352 lavoratori a tempo indeterminato nel settore del privato.

Il numero, rispetto al relativo periodo dell'anno scorso, è salito di 252.107 unità, con il risultato che la quota di assunzioni stabili sul totale, è passata dal 33,6 al 40,8 percento.

Una fotografia panoramica che fa pensare a qualche cambiamento, ad un'inversione positiva, sulla spinta degli incentivi fiscali e della de-contribuzione per 3 anni nelle aziende che assumono a tempo indeterminato.

Secondo il premier segretario del Partito Democratico Matteo Renzi: "I dati ci informano che siamo sulla strada giusta nella lotta contro il precariato e che il Jobs Act è un'occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione". 

Il Governo pensa di estendere le misure anche al 2016, ma per attuare il tutto servono circa 2 miliardi di euro.

Tuttavia, dopo questa piccola parentesi iniziale di apparente gioia e tripudio, la più realistica Mediobanca ha pensato bene di frenare gli entusiasmi, infatti, nell'ultimo rapporto riguardo lo stato delle imprese e del lavoro, è emerso che la crisi economica e lavorativa è tutt'altro che terminata.

Un dato molto significativo riguarda proprio il 2014, l'anno scorso il 70x100 delle grandi imprese italiane è stato prodotto e venduto all'estero, il motivo è molto semplice: investire nel nostro paese è una perdita e non conviene, in quanto i ricavi sono la metà di quelli che si ottengono all'estero.

La situazione per chi opera sul nostro territorio è ancora più grigia, sul mercato interno, le vendite di circa 2000 imprese nostrane, sono scese del 4,3x100 

Come risultato di ciò, l'occupazione ha perso un punto percentuale.

Eppure, il giro di boa per l'occupazione italiana non sembra essere così negativo, sempre secondo l'Inps riguardo l'occupazione nel primo semestre del 2015, le prime assunzioni (2.815242) hanno superato di gran lunga le cessazioni (2.177.002), con un saldo del 638.248 con segno +. 

Sempre secondo le fonti dell'Inps, 331.917 sono stati i contratti di lavoro stabilizzati, mentre sono state 75.000 le assunzioni effettuate con sgravi fiscali.

I lavori stabili stanno aumentando, come ha affermato sempre il nostro premier su Twitter: "Inps Crescono i lavori stabili, più 36x100, come era quella del Jobs Act che aumenta i precari?". 

Ha poi scritto: "L'Italia riparte".

Renato Brunetta, braccio destro di Silvio Berlusconi in Forza Italia, ha replicato: "E' solo propaganda". 

La UIL sembrerebbe essere di pareri molto diversi rispetto a quelli del premier, e, assieme allo stesso Brunetta, ha invitato a frenare gli entusiasmi ed alla cautela, dopo il calo degli ultimi 2 mesi.

Tuttavia, mentre anche l'OCSE ha confermato un aumento della crescita, ad aumentare è anche il disorientamento.

Quindi alla fin fine, la situazione in Italia sta migliorando o no?

Difficile dirlo, in quanto le varie fonti sono contrastanti.

A frenare ulteriormente l'entusiasmo però, ci hanno pensato, come già ribadito, gli studi ed i dati provenienti da Mediobanca, essi confermano che abbiamo perso parecchio terreno, inutile piangerci addosso quindi: le vendite calano, con conseguente difficoltà per un'ulteriore crescita economica.

Inevitabile il pensiero fin troppo palese dei paesi esteri: davanti a questo quadro poco idilliaco, a che pro investire da noi?

Analizziamo dall'inizio della crisi, sopraggiunta intorno al 2008: da quell'anno, il numero degli operai licenziati dalle nostre aziende è pari ad 8,5x100, mentre il numero di quelli licenziati dalle aziende estere presenti sul nostro territorio è pari al 19x100.

«Quanto ti è piaciuto questo articolo???»
... Aiutaci:

1) Condividendolo sui Social Network;

2) e Registrandoti per Commentarlo QUI sotto.

Grazie di cuore!

N.B. L'autore di questo articolo manleva da ogni qualsivoglia responsabilità questo sito e chi vi ci lavora per qualunque danno arrecato. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

Log in to comment


Avatar di z_celeste100
z_celeste100 ha risposto alla discussione #1105 3 Anni 4 Mesi fa
A fine dicembre 2015, con l'approvazione della -legge di stabilità- per l'anno 2016, il governo ha annunciato l'estensione dello sgravio fiscale relativo alle assunzioni a tempo indeterminato anche per questo anno!

Con la stabilità 2016, il governo avrebbe inoltre reintrodotto gli sgravi fiscali, a favore degli imprenditori privati che elargiscano premi di produttività ai loro dipendenti!

Per quanto riguarda il Sud Italia, il governo, avrebbe intenzione di emettere un decreto entro il marzo 2016, che consentirà l'estensione degli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato, anche al 2017.




Celeste100
:silly: