Foto del Parlamento Italiano15 febbraio 2015. Probabilmente il Presidente del Consiglio non ha mai indicato la sua strategia con il nome de “il partito della Nazione”. In realtà è un’espressione giornalistica per indicare quella che un tempo era la “vocazione maggioritaria del PD” e per sottolineare come alla leadership di Matteo Renzi, in questo momento, in Italia, non ci sia nessuna alternativa. Il “partito della Nazione” evoca la versatilità del Premier, la sua capacità di sconfinare a destra o di scorrazzare nelle praterie ideologiche ben conosciute della sinistra, la sua abilità nel giocare a tutto campo insomma, e soffocare ogni iniziativa alle opposizioni (vedi l’abolizione delle imposte sulla prima casa e la legge sulle unioni civili…).

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Nei fatti è una strategia che ricorda molto quella in cui veniva a trovarsi la vecchia DC durante tutta la prima Repubblica: consapevole di non avere alternative e di essere perno insostituibile di qualsiasi formula di governo!

Certo, una mano gliela danno anche i partiti d’opposizione: tutti vorrebbero avere come avversari Matteo Salvini con i suoi estremismi, Giorgia Meloni che è poco più che la mascotte del leader della Lega e un Berlusconi in piena decadenza…, ma da parte sua il Presidente del Consiglio e segretario del PD ha sbagliato veramente poco in questi due anni di “presa del potere”.

Forse l’unico errore della sua strategia è stata l’elezione di un Capo dello Stato senza il contributo di Silvio Berlusconi che ha fatto allontanare il leader di Forza Italia dal patto sulle riforme costituzionali e, di conseguenza, ha privato Renzi di quella doppia maggioranza di cui poteva disporre rendendo un poco più incerto il referendum costituzionale dell’ottobre prossimo.

…già perché è stato il Premier stesso a personalizzare quella consultazione referendaria, affermando che in caso di sconfitta del referendum sulle riforme costituzionali varate dal suo Governo, si sarebbe dimesso e, così facendo, ha fatto di quell’appuntamento una sorta di plebiscito sulla sua persona.

È da quell’appuntamento referendario infatti, che il capo del Governo ha tutto da temere, non certo da un’opposizione in Parlamento assai inconcludente.

Vero è che gli italiani, che sentono parlare di riforme costituzionale ormai da 30 anni senza che nessuna sia mai stata portata a termine, sono (secondo i sondaggi) propensi a votare sì a questo ennesimo tentativo di riforma delle nostre Istituzioni, ma proprio la personalizzazione dello scontro ha aggiunto l’elemento di incertezza che potrebbe unire l’opinione pubblica anti-renziana.

Forse la maggioranza dovrà attraversare i marosi delle polemiche sulle banche soprattutto nel caso di sviluppi contro il padre del Ministro Boschi o sull’intervento in Libia che, secondo alcune fonti, dovrebbe partire già a marzo, ma tutto sommato non dovrebbero produrre sconquassi tali da rovesciare il Governo.

Anche l’Europa può rappresentare un’incognita da quando il nostro Presidente del Consiglio ha assunto una posizione più assertiva rispetto al presidente della Commissione europea Junker e addirittura antagonista nei confronti della cancelliera tedesca Angela Merkel, soprattutto se dovessero essere bocciate le previsioni sui conti pubblici del Governo il cui esame è stato rimandato alla prossima primavera.

Ecco che, dunque, il percorso da qui a ottobre non dovrebbe essere troppo accidentato per il Governo: è solo da lì che può avvenire la catastrofe, in un’atmosfera da “après moi, le déluge”. E gli italiani lo sanno.

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Avatar di z_celeste100
z_celeste100 ha risposto alla discussione #1198 3 Anni 6 Mesi fa
Walter Veltroni, fondatore del PD, durante un suo pubblico intervento il 6 febbraio 2016, sferra un attacco proprio al -Partito della Nazione-, dichiarando che non è nell'essenza del PD, allearsi con chiunque, pur di ottenere il maggiore consenso!

I giovani del PD accorsi ad ascoltare l'intervento di Veltroni, difendono l'operato di Renzi, anche se seguono attentamente le parole del fondatore e lo applaudono.

A mio modesto avviso, in ogni caso, un'opposizione efficace, è utile a miglioramenti e a porre questioni sociali, economiche e politiche, che chi "concorre da solo", non prenderebbe in considerazione!




Celeste100
Avatar di Antonio Vianello
Antonio Vianello ha risposto alla discussione #1203 3 Anni 6 Mesi fa
A Renzi delle idee non gliene è mai importato nulla. A lui basta trovare qualcuno che gli voti le riforme che sia di destra, centro o sinistra. Tuttavia la crisi delle idee è un problema che affligge tutti i partiti politici: il M5S è un partito che dichiara apertamente di essere post-ideologico, il PdL si identifica addirittura in una sola persona, Berlusconi, cui le idee non interessano minimamente e che forse è entrato in politica solo per fini personali.

L'opposizione è necessaria e fondamentale in un sistema democratico. Norberto Bobbio diceva che la democrazia funziona solo se c'è una continua frizione tra poteri perché l'uno controlla l'altro e viceversa. Dall'avvento di Berlusconi l'opposizione è sparita completamente dalla vita politica italiana. La nascita del M5S deriva anche da questa mancanza, e per fortuna ora esiste una vera opposizione in Parlamento.