Renzi padre: tutta la verità! Verrà mai detta?
Alfredo Romeo davvero sconosciuto per Tiziano Renzi? 

Una telefonata che viene intercettata il 2 Marzo, che viene "secretata" ai giornali ma che nel nome di un segreto istruttorio tutto italiano è già stampata e pubblicata in un libro a metà Maggio, è normale che faccia arrabbiare i protagonisti. Ma non c'è solo la forma: c'è anche la sostanza. E se Matteo Renzi dice a suo papà Tiziano al telefono di dire la verità, perchè non gli crede, sugli incontri con Alfredo Romeo e sul caso Consip, qualche domanda è giusto farsela. Vero?

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Matteo Renzi al telefono con suo papà, sa probabilmente di essere intercettato, di non essere solo, ma decide ugualmente, l'ex premier in corsa per le primarie della segreteria PD, di andare a ruota libera.

La data della telefonata è il 2 Marzo 2017, l'ora le 9.45 del mattino: sembra l'inizio di una celebre canzone, ma qui non si canta ed è forse questo il problema.

Perchè Matteo Renzi vorrebbe che suo papà "cantasse", nel senso di raccontare la verità, ovvero come sono andate davvero le cose in quel groviglio di incontri, sussurri, ricerche di posizioni di favore che è il caso Consip.

C'era un faccendiere, Carlo Russo, c'era un importante imprenditore, Alfredo Romeo, e poi papà Renzi, questo secondo i magistrati: parlavano, tramavano, secondo l'accusa, per fare affari.

Matteo, che sente come imminente il suo ritorno sulla prima trincea della politica e che non vuole avere lacci e lacciuoli mediatici, parla in maniera schietta e diretta al proprio genitore: "Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati".

E' il segno che probabilmente la verità non è stata detta: "Non voglio essere preso in giro - ha proseguito Matteo rivolgendosi al padre - già a Luca Lotti la verità non l'hai detta, devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e cosa vi siete detti".

L'ex premier chiarirà nelle ore successive alla pubblicazione della telefonata nel libro di Marco Lillo, che umanamente è stata una telefonata molto dura, che sente il rimorso del suo cognome e del suo peso politico per il fatto che suo papà stia soffrendo solo per il cognome che porta e per le complicazioni al cuore che lo hanno riportato all'interno dell'ospedale fiorentino di Careggi.

Adesso però si parla di una bettola romana in cui, entrando dal retro, Alfredo Romeo, accusato di aver corrotto un funzionario Consip, raggiunse al tavolo proprio Russo e Tiziano Renzi.

Gli avversari politici di Matteo Renzi stanno stringendo il cerchio: il solito Fatto Quotidiano, i giornali del Centro-destra stanno giocando all'attacco e vogliono chiudere il cerchio.

Anche perchè, il dire la verità, il segretario del PD aveva dovuto usarlo qualche ora prima anche per il caso di Banca Etruria, per Maria Elena Boschi e per le presunte pressioni su Unicredit.

A #cartabianca, su Rai 3, su quest'ultimo tema, Pierluigi Bersani è stato chiaro: "Dalla vicenda Banca Etruria se ne può uscire in quattro modi. O la Boschi querela come ha annunciato De Bortoli o con una Commissione parlamentare d'inchiesta. Ma può anche accadere che De Bortoli dica di essersi inventato tutto oppure che - questo è l'affondo dell'ex PD - la Boschi chieda scusa...".

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FONTI:

Per il contenuto: La telefonata, ilfattoquotidiano.it, 16 Maggio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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