Tam Tam Basket merita una deroga per poter scendere in campo
Tam Tam Basket merita una deroga per poter scendere in campo. 

Secondo alcuni è la prova provata che lo Ius soli è non solo una necessità, ma una legge moderna urgente chiamata ad equiparare l'Italia al resto del mondo. Secondo altri siamo di fronte ad una bella pagina di integrazione ma che va trattata come un caso specifico, a parte, che merita una deroga per consentire ad una squadra interamente composta da ragazzi africani di partecipare ai campionati regionali campani di basket. Per adesso quello dei ragazzi di Castel Volturno è un sogno spezzato che sta incassando tanta solidarietà e che ha generato l'hashtag #iostocontamtambasket. Il resto? Si vedrà...

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Sono tutti ragazzini di età compresa fra i 10 e 16 anni, sono nati a Castel Volturno (Caserta) da immigrati africani, hanno fatto una squadra di basket ma non possono scendere in campo.

Ironia della sorte, vivono e si allenano a pochi passi da dove ogni giorno il Napoli capolista in Serie A si allena per le proprie sfide italiane ed europee.

Lo sport inibito a stretto contatto con lo sport consacrato.

Il fatto è che questa "squadra", usiamo le virgolette perchè lo è di fatto ma non di nome, nei campionati giovanili regionali e nazionali non può giocare perché risulta composta solo da stranieri mentre il regolamento dispone che non ce ne possano essere più di due per ogni compagine.

Il loro coach, Massimo Antonelli, ha promosso un manifesto-appello, "Io Sto con Tam Tam Basket" con il quale chiede una deroga e ha raccolto le firme di 13 personaggi dello spettacolo, dell'arte, della cultura, dell'informazione.

Il Tam Tam Basket è nato a Castel Volturno, comune del litorale casertano dove la massiccia presenza di immigrati non in regola, oltre 10mila, ha spinto il Governo Gentiloni a inviare qualche settimana fa un commissario straordinario.

In attesa di sviluppi, la squadra tira avanti con le raccolte fondi e la solidarietà: così è stata sistemata ad esempio la loro palestra.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano sta tentando di trovare una soluzione, ma per ora il presidente Malagò, interpellato da Radio Capital, ha dovuto limitarsi a dichiarare: "Lo ius soli è una legge che va approvata, siamo l’unico Paese al mondo che non può far giocare in nazionale ragazzi così".

A questa ammissione è giunta la risposta di un deputato PD che si dedica ai temi sociali, Michele Anzaldi: "So bene che i regolamenti rispondono all’importante autonomia delle federazioni, va escogitata però una deroga di tipo eccezionale".

Ricordiamo che attraverso il basket e grazie allo sport questi ragazzi non vanno a delinquere e vengono tenuti lontani dalla strada e dalle brutte tentazioni...

Ma la loro vita la racconta proprio il coach, Massimo Antonelli: "Nelle scuole ho individuato 31 ragazzi, 17 figli di migranti e 14 autoctoni. Il primo giorno di allenamento erano solo in 12, 4 i bianchi".

Il progetto non si è fermato: "Per arrivare in palestra bisognava fare un percorso lungo, i ragazzi bianchi sono diminuiti fino a sparire del tutto mentre i ragazzi neri sono via via aumentati. Restano ad allenarsi anche 4 ore. A casa non hanno nulla, nemmeno internet. I genitori lavorano tutto il giorno. Si allenavano con le polacchine ai piedi, fino a quando abbiamo trovato delle scarpette per loro".

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FONTI:

Per il contenuto: Basket: nati in Italia ma stranieri, stop al Tam Tam Caserta, ansa.it, 30 Settembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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