Pronti gli avvisi di garanzia a Torino
Pronti gli avvisi di garanzia a Torino

Una intera piazza cittadina nel panico, una donna morta, i feriti, la Juventus sconfitta a Cardiff, il minore dei mali rispetto ad una vita umana. E' quanto torna nell'occhio del ciclone proprio in queste ore, con le voci sugli avvisi di garanzia. Proprio la sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato le indiscrezioni sulla raffica di avvisi di garanzia per i fatti di piazza San Carlo del 3 Giugno scorso: "Dico quello che ho detto in questi mesi: piena fiducia nella magistratura. Sappiamo che i torinesi vogliono la verità come è giusto che sia, e la magistratura sta facendo il suo lavoro. Come ho già fatto quando dovessi ricevere eventualmente un avviso".

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Tutti i Tg parlano di un avviso di garanzia in arrivo, fra gli altri, anche per la sindaca torinese, ma Chiara Appendino ha confermato di non aver ricevuto nulla in tal senso.

In ogni caso sembrano proprio esserci una ventina di persone nel registro degli indagati per il caos scoppiato in piazza San Carlo durante la proiezione della finale di Champions League.

Nel mirino sarebbero finite in particolare le catene di comando, comprese le figure di vertice, dei vari enti che si sono occupati di organizzare e gestire la serata.

La procura di Torino motiva tutto con l'ipotesi omicidio colposo e lesioni e valuta anche la "cooperazione" (non il concorso) involontaria tra i vari soggetti.

Il fascicolo era stato aperto sulla base dell'articolo 40 del codice penale, secondo il quale "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo".

I titolari del caso sono il procuratore capo Armando Spataro insieme ai pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo: 200 i testimoni interrogati dalla Digos. 

Ricordiamo che nella calca 1.500 persone rimasero ferite: una donna di 38 anni perse la vita poco tempo dopo il ricovero all'ospedale San Giovanni Bosco.

E proprio qui sta il punto...

Fabio Martinoli, il fidanzato di Erika Pioletti, la donna morta per le conseguenze di quel'ondata di panico sulla piazza davanti al maxi-schermo, ha deciso di dire la sua cinque mesi dopo.

Le dichiarazioni di Fabio: "Speriamo venga fatta piena luce su quanto accaduto, ma visto il Paese in cui viviamo sono pessimista...Qualcuno dovrà rispondere dell'accaduto anche se purtroppo Erika non me la restituisce nessuno".

L'uomo è assistito dall'avvocato Daniele Folino, di Domodossola, la cittadina in provincia di Verbania da cui cinque mesi fa era partito con la fidanzata per assistere all'ultimo atto della scorsa Champions League da parte della Juventus contro il Real Madrid.

Le altre parole del fidanzato di Erika che ancora oggi ne piange la scomparsa: "Confidiamo nella magistratura e aspettiamo i rinvii a giudizio, pronti a costituirci parte civile e a chiedere giustizia. Quella giornata è stata un dramma e credo sia stata gestita malissimo".

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FONTI:

Per il contenuto: Il fidanzato di Erika, morta in piazza San Carlo: "Voglio giustizia, ma siamo in Italia: sono pessimista...", leggo.it, 3 Novembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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