Di Maio e Salvini, uno tira da una parte e l'altro dall'altra: e poi?
Di Maio e Salvini, uno tira da una parte e l'altro dall'altra: e poi? 

Via alle danze. Il capo dello Stato ha ricevuto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e quello della Camera Roberto Fico. Sia Casellati che Fico non hanno rilasciato dichiarazioni all'uscita. Un contratto di governo, alla tedesca: è la proposta che Luigi Di Maio ha lanciato ieri, alla vigilia del primo giorno di consultazioni al Quirinale. Destinatari dell'invito al dialogo sono come "primo interlocutore" il Pd de-renzizzato o in alternativa la Lega di Matteo Salvini. Il M5s esclude però in partenza la Forza Italia di Silvio Berlusconi. In più, tiene ferma una sola condizione: Di Maio dovrà essere premier.

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Stanno trattando, a distanza ma stanno trattando; a colpi di dichiarazioni o di social, ma stanno trattando. Di Maio e Salvini secondo l'ordine alfabetico e l'ordine dei voti presi dai singoli partiti; Salvini e Di Maio in base alla coalizione di Centrodestra che consente al leader leghista di rappresentare il 37 per cento dei voti e non il 18.

Se parla Di Maio con la sua proposta e se risponde Salvini senza far crollare tutto, vuol dire che ci stanno provando.

"Sento forte il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti", solo le frasi di Matteo Salvini che non si è fermato.

Ha aggiunto il numero uno del Carroccio: "Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti".

Matteo Salvini ha sostenuto e tenuto ferma questa posizione, fin dall'incontro con la stampa estera, di fronte alla quale aveva subito delineato i suoi obiettivi principali in ambito europeo.

E ha tenuto fede, Salvini, alle posizioni espresse in risposta alle domande su un possibile accordo di governo con il Movimento Cinque Stelle.

Matteo Salvini non chiude la porta in faccia a Luigi Di Maio, infatti dichiara: "Esclusa la collaborazione con il Pd, tutto il resto è possibile".

La considerazione del giovane leader ha scatenato l'immediata reazione di Silvio Berlusconi, leader alleato nel Centrodestra, che ha reagito così: "Aperture ai grillini? Io ho aperto la porta solo per cacciarli".

Il Cavaliere ritiene plausibile la nascita di "un governo di centrodestra con il Pd che appoggia singoli provvedimenti".

Eccolo il dunque: quanto è disposto a concedere Di Maio a Salvini se il leghista farò lo sforzo di strappare il Centrodestra? Il ruolo di premier?

Quanto è disposto ad andare incontro Salvini a Di Maio, per evitare che il capo politico pentastellato viri con decisione sui dem, lasciando tutto il Centrodestra all'opposizione?

Siamo ancora ai posizionamenti, ai messaggi in codice, ai tentativi, alle ammuine, ma il tempo stringe perchè è già passato un mese dalle elezioni (ce ne saranno di nuove di questo passo?) e il Colle non può permettere che lo stallo si prolunghi sotto gli occhi degli italiani.

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FONTI:

Per il contenuto: Governo, il ‘contratto’ di Di Maio: “Pd senza Renzi o Lega, Salvini molli Berlusconi”, Dire.it, 4 aprile 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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