Dopo l'ultimatum di Mattarella, Di Maio e Salvini hanno chiesto al capo dello Stato una proroga di 24 ore per verificare le possibilità di un'accordo
Dopo l'ultimatum di Mattarella, Di Maio e Salvini hanno chiesto al capo dello Stato una proroga di 24 ore per verificare le possibilità di un'accordo. 

Alla fine Silvio Berlusconi ha ceduto: nella serata di ieri il Cavaliere ha dato il suo via benestare alla formazione di un governo politico  M5S - Lega, precisando che se l’accordo tra i pentastellati e i leghisti dovesse effettivamente andare in porto, “valuteremo in modo sereno e senza pregiudizi l’operato del governo che nascerà, di certo però non voteremo la fiducia”.

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Dopo che Sergio Mattarella aveva indicato in mercoledì alle ore 17 il termine ultimo per formare una maggioranza di Governo, Salvini e Di Maio avevano contattato telefonicamente il segretario generale del Colle Ugo Zampetti, chiedendo altre 24 ore di tempo al capo dello Stato per verificare le possibilità di accordo tra Lega e Movimento Cinque Stelle, evitando così la formazione di un governo “di tregua”, che avrebbe traghettato il paese in attesa di nuove elezioni, da tenersi in estate o in autunno.

Berlusconi: “M5S non ha maturità politica, non voteremo la fiducia”

Nella serata di ieri è arrivato il colpo di scena, con Silvio Berlusconi che ha tolto il veto ad un accordo tra M5S e Lega, pur mantenendo una serie di condizioni: la prima è che Forza Italia non voterà la fiducia ad un governo composto da pentastellati e leghisti. Berlusconi ha infatti specificato di non volersi sentire responsabile nel caso in cui Salvini e Di Maio non riuscissero a trovare un accordo sul nome del premier e dei ministri: “se un governo M5S – Lega non dovesse nascere per l’incapacità o per l’impossibilità oggettiva di trovare un accordo tra due forze politiche molto diverse tra loro, nessuno potrà usarci come alibi nell’eventualità di un fallimento nelle trattative”.

Berlusconi ha sottolineato inoltre che questo non porterà ad una sfaldatura dell’alleanza del centrodestra, viste le “tante collaborazioni con la Lega nei governi regionali e locali”. Nuova stoccata al M5S, definito dal Cavaliere come “un partito che ha nuovamente dimostrato, in queste settimane, di non avere la maturità politica per assumersi la responsabilità di un governo”.

Salvini: “Ringrazio Silvio Berlusconi, alleanza centrodestra non si romperà”.

Salvini ha voluto pubblicamente ringraziare l’ex premier per la sua decisione di compiere un passo di lato, lasciando così M5S e Lega libere di dialogare: “ Stiamo cercando di far nascere un governo, ringraziamo Silvio Berlusconi per aver tenuto salda l’unità del centrodestra, che non si romperà: questo è un prerequisito. Ora bisognerà lavorare su tempi, programma e squadra. C’è bisogno di trovare un accordo subito, altrimenti si torna a votare”. Parlando poi di una sua possibile nomina a premier, il segretario del Carroccio ha commentato “per me sarebbe un onore guidare il paese”.

Di Maio: “Ha prevalso il senso di responsabilità”

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni di Luigi Di Maio: “Ha prevalso il senso di responsabilità, ma c’è ancora tanto da fare, voglio incontrare Salvini, la priorità è il contratto di governo, ci sono soluzioni che gli italiani aspettano da oltre 30 anni”, aggiungendo poi di non aver ancora disdetto la campagna elettorale.

Incertezza sul nome del premier

Tra i due schieramenti rimane ancora da stabilire la scelta del premier, nel caso in cui i leader dei due schieramenti decidessero di escludersi. Salvini e Di Maio hanno chiesto a Mattarella un ulteriore proroga di 24 ore per verificare le possibilità di accordo tra i due schieramenti, richiesta che è stata accolta dal capo dello Stato. Per la Lega rimane in voga il nome del loro segretario Giancarlo Giorgetti, che tra l’altro sarebbe anche gradito a Forza Italia, mentre il M5S non vedrebbe di buon occhio questo nome, considerato troppo vicino allo schieramento di Salvini. Secondo i pentastellati infatti, a quel punto sarebbe giusto nominare presidente del Consiglio Luigi Di Maio, leader del primo partito alle elezioni del 4 marzo. Altri nomi molto graditi  alla Lega sono quelli dell’avvocato Giulia Bongiorno e dell’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, mentre dalla Lega trapela l’ipotesi di un’entrata nel governo da parte di Matteo Salvini come ministro dell’interno, a patto che ne faccia parte anche Luigi Di Maio come ministro degli Esteri.

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Vittorio Bottillo

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